Rifiutato a C’è Posta Per Te Accoltella il Suo Rivale in Amore…

Nel 2016 si era visto chiudere la busta dalla sua ex fidanzata davanti a milioni di telespettatori

Incapace di arredersi davanti alla fine della sua storia d’amore, Emanuele Colurcio si era rivolto alla redazione di C’è posta per te per recuperare il rapporto con la ex fidanzata, che però lo aveva rifiutato davanti a milioni di telespettatori chiudendo la busta.

In preda alla gelosia, dunque, il ragazzo accoltellò il rivale in amore Domenico Di Matteo davanti a un bar di Napoli, nella zona dei Baretti di Chiaia, la sera del 23 gennaio 2016. Ora, come scrive l’Ansa, la IV sezione della Corte di Appello di Napoli ha messo la parola fine a questa vicenda condannando Colurcio a otto anni e due mesi di reclusione.

La vicenda di Emanuele Colurcio

Per quei gravi fatti Emanuele venne condannato in primo grado a 14 anni di reclusione, il 7 luglio dello stesso anno. I giudici lo ritennero colpevole, con l’aggravante dei motivi futili e abietti, di tentato omicidio premeditato, di porto abusivo di coltello e di altri oggetti atti a offendere (una mazza da baseball) e anche di atti persecutori ai danni della ex, la quale, dopo la fine della relazione, venne tempestata di telefonate, pedinata e minacciata ad ogni ora del giorno e della notte. La ragazza fu costretta a cambiare numero e a vivere in un costante stato di paura. Il giovane cominciò a rivolgere minacce di morte anche ai suoi familiari.

La condanna a 14 anni di carcere, il 18 luglio del 2017 venne confermata anche dalla Corte di Appello. A questo punto il suo nuovo avvocato, il penalista Andrea Scardamaglio, decide di presentare ricorso alla Corte di Cassazione la quale, il 19 giugno 2018, annulla la sentenza di secondo grado sul punto relativo all’aggravante dei motivi futili e abietti e rimanda a un’altra sezione della Corte di Appello di Napoli il compito di decidere la condanna da infliggere al ragazzo riguardo gli altri capi di imputazione.

Il 13 marzo la decisione definitiva della IV Sezione che ha condannato Emanuele a 8 anni e due mesi di reclusione.

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